Sò giorni nuovi. Caldo e libri banditi. Un mix vincente.

Ci sono alcuni giorni che io passo a casa, e mi sento tanto lo Jeffries di Hitchcock.
Inizio a conoscere le persone che abitano nel mio stesso condominio o nelle case limitrofe semplicemente vedendole affacciate al balcone.
Sono giorni strani, questi. Sono giorni di caldo, finestre spalancate, zanzariere chiuse, spirali puzzolenti, bambini che giocano con i super liquidator mentre io studio, il mio coinquilino che si pensa figo e cammina senza maglietta per casa. Cose Così.
Sono giorni nuovi.
Di solito io non dormo con la tapparella alzata, perché ho il sonno leggerissimo e con la luce mi sveglio. Ma questi sono giorni di afa e dormire con la tapparella giù è impossibile. Così sono giorni che vedo il sole uscire pian piano. E mi piace a dirvi la verità, mi piace un sacco.

Sono giorni che dico ‘esco e vado a studiare in Biblioteca’, ma poi penso *Non avrei l’acqua fresca, non ne avrei quanta ne vorrei*, e mi passa la voglia.
Così studio a casa con il ventilatore puntato in faccia, che quando me ne rendo conto cerco di allontanarlo un pochino, non si sa mai, ‘mi raffreddo’. Poi dopo due minuti sono di nuovo li ad avvicinarmelo.

Ah, ma oggi pomeriggio ho trovato una soluzione: bottiglietta di acqua nel congelatore. Fattasi ghiaccio l’ho tirata fuori e messa in una federa di cuscino. Quella bottiglietta ha fatto delle soste volontarie su pezzi del mio corpo, braccio destro, braccio sinistro, spalla destra, spalla sinistra, guancia destra, guancia sinistra. *Aah, sì. Che bello. Ma perchè non ci ho pensato prima?*
Già, perché non ci avevo pensato prima?
Il caldo ottura le membra. Sono sicura che con un po’ di frescura tutto scorrerà come prima.

Sono giorni strani, poi, anche per altri motivi.
Sono giorni che sento ancora più caldo se penso che il sindaco di Venezia ha stilato una classifica dei libri che assolutamente i bambini non devono leggere, libri banditi dalle scuole.
Sono 49, a ‘sto punto faceva 50, cifra tonda, come la sua faccia.
‘A casa i genitori possono farsi chiamare papà 1 e papà 2 ma io devo pensare a quella maggioranza di famiglie dove ci sono una mamma e un papà’.
Da un lato tutto ciò è la dimostrazione che esistono ancora persone ignoranti, ignoranti che ignorano cioè quanto possa essere bello leggere uno di questi libri, fondamentalmente perché forse non ne hanno mai letto uno o hanno letto solo quelli che se un albero sapesse cosa ne faranno del suo tronco, si darebbe fuoco da solo.
Dall’altro penso che queste persone ignoranti hanno davvero paura di un libro. E voi non la trovate una cosa positiva? Il libro è un mezzo potente, lo è ancora se impaurisce così; racconta tante verità in modi diversi. Verità che non sono uguali a quelle che ci hanno abituato a sentire e per questo non tanto congeniali al modo comune di pensare. Aprire la mente a nuove espressioni, nuove idee, nuove cose. Ed è un mezzo pericoloso, perché per essere bandito ce ne vuole.
Questa cosa a me piace, pensare che il libro abbia così tanta rilevanza da intimorire un Sindaco.
Chissà che bambino è stato, quest’ uomo. Immagino abbia letto poco. Altrimenti con i viaggi che si fanno nei libri avrebbe capito l’importanza di accettare quel qualcuno che non siamo noi, ma che per molti aspetti, forse, è meglio di noi per il solo motivo di aver accettato una vita diversa dagli altri, non per punizione divina, ma perché semplicemente è così che la vuole. E diciamoci la verità, ci sono persone che non hanno il coraggio di svincolarsi dalle convenzioni, pur di vivere come la massa. Pur di non essere discriminato.

Forse se avesse semplicemente fatto la lista, senza ritirarli, forse lo avrei accettato. Sarebbe stato come dire: ‘Sono il Sindaco, il mio compito è mettervi in guardia. Attento, popolo. Questi libri potrebbero danneggiare le menti dei vostri figli’. Punto.
Ma così non è stato. E il resto lo conoscete.

‘Prima di sapere se una cosa ti piace o meno, devi assaggiarla’, mi diceva mia nonna da piccola.
Ecco tutto.
Buon caldo e buona lettura.

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