Qui ho scritto di tante cose, non ha un titolo questo articolo (Puglia – Fiera del libro di Torino – Libri- Cacca)

Finalmente vi scrivo da casa mia, dalla Puglia.

Non è così scontato essere qui, per me. Ultimamente sono mancata molto, e devo dire che quando succede divento insopportabilmente irritabile e ‘irritosa’.

Essere a casa mi mette sempre di buon umore, per vari morivi.

Il primo che mi sento di dirvi, sperando di non scandalizzarvi, è che posso fare la cacca (oddio, sì, ho detto cacca, voi come la chiamate?) con la porta del bagno aperta. Poi la mia gatta che non mi caca (questo è verbo), ma che mi fa capire di essere felice di vedermi quando di notte viene a fusare. Mia nonna che mi riempie di cibo. I miei che mi portano in giro. La mia piccola libreria. Mio-fratello-adolescente con la barbetta, alto più che mai, più di me. Il caldo diverso, un sole, l’aria leggera.

Insomma, sono qui. E sono arrivata con la valigia piena di libri. Finalmente quest’anno Torino, finalmente la Fiera del Libro.

Ragazzi, che casino, ma che bello! Quanti libri, quante case editrici!

Io mi sono divertita, alcuni stand erano continuamente pieni di gente, altri un po’ meno, ma ugualmente interessanti. Inutile dirvi che non sono riuscita a fermarmi dappertutto, ma ho comprato di qualità!

Dalla BaoPublishing qualcosa di fantastico, ‘Sophia’ di Vanna Vinci. Lei mi piace moltissimo e ho avuto la fortuna di conoscerla e di farmi autografare il libro allo stand. Che gran chiacchierona, abbiamo parlato delle nostre origini e del libro, ma anche di gite, vecchie esperienze e piccole soddisfazioni. Iniziato e non ancora finito, ‘Sophia’ mi sembra una bomba, ma ve ne parlerò sicuramente più avanti!

Poi ho comprato da Hacca: i libri sono molto belli da vedere, da toccare, da sfogliare. Brutta faccenda però, il fatto che siano stati derubati dell’incasso di sabato. Brutta, brutta faccenda. In fiera c’è un gran via vai, ma non penso che siano state disattente le ragazze dello stand, forse si sono fidate troppo dell’ambiente. Insomma, chi ruberebbe sapendo il lavoro che c’è dietro? I sacrifici? Tutto quanto?  – Qualcuno l’ha fatto, maledizione –

Terza casa editrice, e/o, ho fatto una gran figura di cacca (di nuovo, questa parola): ho iniziato a parlare con un ragazzo dello stand, chiedendogli consigli sui libri, parlando di Amabili Resti (leggetelo e vedete il film, non potete morire senza averlo fatto) e poi ho scoperto essere il responsabile comunicazione della casa editrice, e mi sono vergognata di avergli rubato troppa confidenza. I loro libri, a prescindere da questo, mi piacciono molto. Avevano anche un reparto in lingua, molto interessante.

Ho fatto sosta poi a tutti gli stand della letteratura per l’infanzia, alcuni molto molto belli, altri un po’ meno. Tra quelli che mi son piaciuti di più Carthusia, Edizioni EL, LO.ed, Babalibri, Settenove, Minibombo, Artebambini.

Questi giorni mi dedicherò un po’ alla lettura, forse più di quanto faccia di solito.

NOTA: 24 maggio 1915, non dimenticate, oggi sono 100 anni.

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