Ehilà, vi và un Picnic?

Un bel venerdì 17 ogni tanto ci sta. A me si è rotta la caldaia in casa (e non scherzo, ve lo assicuro), a voi è successo di peggio?

Siete eptacaidecafobici (è stato difficilissimo scriverlo bene senza fare errori)?

In realtà quella delle paure è sempre stata una cosa strana, ce ne sono davvero di tutti i colori, di tutti i tipi, per ogni persona.

Una mia amica di infanzia aveva paura delle Barbie, mia cugina di rimanere chiusa in una stanza, mio padre ha paura del sangue (e mia madre che è infermiera continua a ripetergli da sempre ‘ma se ti scorre nelle vene, come fai ad aver paura?’ e lui di tutta risposta diventa tutto pallido, rischiando di svenire se non cambiamo subito discorso), il mio ragazzo non sopporta i ragni, la mia gatta Flor ha paura dell’aspirapolvere, e potrei continuare all’infinito, temo.

Potrei ricominciare l’elenco da me, che ho paura di un sacco di cose, per esempio delle cavallette (non chiedetemi perché, probabilmente – ho pensato – quando ero nella culla infante una mi è saltata sulla faccia e da quel momento, boh, cazzata, non lo so, non so perché ho paura delle cavallette), oppure che l’ossigeno possa finire da un momento all’altro, in un posto chiuso ma anche sul pianeta Terra, in generale.

Non so, faccio spesso questo sogno, molto film americano: sono in giro e l’ossigeno finisce, nel senso che l’aria si fa pesante e che non si riesce più a respirare senza l’aiuto di alcune mascherine.

Che poi la stessa sensazione l’ho provata mentre leggevo ‘Picnic sul ciglio della strada- Stalker’ dei fratelli Strugatzki.

Ho finito ieri sera di leggerlo e soprattutto l’ultima parte del libro mette questa sensazione di pesantezza, sembra quasi di essere su un altro pianeta. In effetti il libro è fantastico, un genere che non avrei mai detto mi sarebbe piaciuto. Eppure mi è piaciuto, e tanto anche.

Sulla terra in poche parole alcuni alieni, di passaggio per un breve picnic, hanno lasciato degli strani oggetti nella famosa Zona, un posto inarrivabile e intoccabile, o almeno lo è per coloro i quali non vogliono mettere a repentaglio la propria vita. Ad andarci sono invece i famosi Stalker, uomini senza paura e con una considerazione molto bassa della propria vita, che recuperano gli strani oggetti della Zona per rivenderli o riutilizzarli.

“Con la Zona è sempre così: torni con la merce, miracolo; torni vivo, un successo; una pallottola della pattuglia, fortuna; e tutto il resto, destino…”

Insomma non voglio rivelarvi la fine, ma alla fine, la fine è davvero una fine fantastica!

Il libro è scritto così bene, scava proprio nei personaggi ed è difficile non immedesimarsi in nessuno di essi.

E poi questa Zona… a chi non farebbe paura? Ogni passo potrebbe ucciderti, ogni gesto non calcolato. Tutto è paura.

Senza dubbio ve lo consiglio, e poi è un MiniMarcos (Marcos y Marcos) e quindi economico.

Adesso, sperando di non sognare nessun alieno che mi porti via dalla terra, tenterei di chiudere gli occhi e dormire.

Buonanotte a tutti gli uomini con le paure, che poi, si sa, la paura rende vivi.

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