Estratto #1: Jodok dice di salutarvi.

da

Peter Bichsel

Storie per bambini

Editore: Marcos y Marcos

Traduzione e postfazione di Chiara Allegra

Copertina in foto: Quarta edizione, aprile 1991


Dello zio Jodok non so proprio niente, tranne che era lo zio del nonno. Non so che aspetto avesse, non so dove abitasse né che lavoro facesse. Conosco solo il suo nome: Jodok. E oltre a lui non conosco nessun altro con questo nome. Il nonno cominciava così le sue storie: “Quando lo zio Jodok era ancora vivo”, oppure cosi: “Quando lo zio Jodok mi regalò un’armonica a bocca”. Però non raccontava mai dello zio Jodok, ma solo del tempo in cui Jodok viveva ancora, del viaggio da Jodok e della armonica a bocca di Jodok. E quando gli si chiedeva: “Chi era lo zio Jodok'” , allora lui diceva: “Un uomo in gamba”.

[…]Per lungo tempo io credetti che lo zio Jodok fosse stato un guardaboschi, perché quando un giorno dissi al nonno: “Voglio diventare guardaboschi” lui rispose: “Questo farebbe piacere allo zio Jodok”. Ma anche quando io volevo diventare macchinista sui treni, lui disse la stessa cosa, e anche quando io non volevo diventare niente. Il nonno rispondeva sempre: “Questo farebbe piacere allo zio Jodok”.

Ma il nonno era un bugiardo. A me era simpatico, ma nella sua lunga vita era diventato un bugiardo. Andava spesso al telefono, tirava su la cornetta, faceva un numero e diceva nella cornetta: “‘Giorno zio Jodok, come va zio Jodok, no zio Jodok, sì certo zio Jodok”, e noi sapevamo tutti che nel parlare lui teneva la forcella abbassata e faceva solo finta.

[…]”Dobbiamo proprio andare una volta a far visita al nostro zio Jodok”. Oppure diceva: “Lo zio Jodok verrà sicuramente a trovarci” battendo una mano sul ginocchio, ma non faceva un’impressione convincente, ed egli lo notava e diventava silenzioso e lasciava perdere il suo Jodok per un po’ di tempo. E noi tiravamo un respiro di sollevo.

Ma poi ricominciava:

Jodok ha telefonato.

Jodok ha sempre detto.

Jodok è dello stesso parere.

[…]Lo zio Jodok sopporta ogni freddo.

Lo zio Jodok ama gli animali ama lo zio Jodok va a spazzo con ogni freddo con gli animali va lo zio Jodok sopporta ogni freddo sopporta lo zio Kodok

l-o-z-i-o-J-o-d-o-k.

[…]E il nonno amava le O di Jooodoook e diceva:

Lo zio Jodok cuoce un grosso fagiolo.

Lo zio Jodok loda il polo nord.

Lo zio Jodok è furioso e contento.

Poi in breve la cosa peggiorò ad un punto tale che egli diceva tutto con la O: Lo zo Jodok cio vosotorò, ò on omo on gombo, noo andomo domono do zo.

[…]Non esisteva nient’altro per lui che Jodok.[…]Jodok era il suo vezzeggiativo: “Mio caro Jodok”, la sua imprecazione: “Maledetto Jodok”, e la sua esclamazione: “Ma santo Jodok”.

Non diceva più “Io ho fame” ma: “Io ho Jodok”. In seguito non disse neanche più “Io” ma: “Jodok ha Jodok”. Prendeva il giornale, lo apriva alla pagina “Jodok e Jodok”, cioè incidenti e furti, e cominciava a leggere: “Di Jodok si è verificato sulla Jodok presso Jodok un Jodok, che ha coinvolto due Jodok. Uno Jodok viaggiava sulla Jodok da Jodok a Jodok. Pochi Jodok dopo si è verificato sulla Jodok di Jodok lo Jodok con un Jodok[…]”. La nonna si metteva le dita nelle orecchie e diceva: “Non riesco più a sentirlo, non lo sopporto più”. Ma mio nonno non la smetteva. Non l’ha smessa per tutta la vita, e mio nonno è diventato molto vecchio, e io gli volevo molto bene.

E anche qunado alla fine non diceva nient’altro che Jodok, noi due ci capivamo lo stesso molto bene. Io ero molto piccolo e il nonno era molto vecchio, mi prendeva sulle ginocchia e jodok jodokava la jodok di jodok Jodok cioè: “Mi raccontava la storia di zio Jodok”, e a me piaceva molto la storia, e tutti quelli che erano più vecchi di me ma più giovani del nonno non capivano niente. […]quando morì io piansi molto. Io ho detto a tutti i parenti che sulla sua pietra tombale non si doveva scrivere Federico Glauser, ma Jodok Jodok, come desiderava mio nonno. Ma non mi ascoltarono, anche perché piangevo molto.

Ma purtroppo, purtroppo questa storia non è vera, e purtroppo mio nonno non era un bugiardo e non è neanche diventato vecchio. Io ero ancora molto piccolo quando egli morì e mi ricordo soltanto che una volta disse: “Quando lo zio Jodok era ancora vivo”, e mia nonna, che a me non era simpatica, gli gridò bruscamente: “Piantala col tuo Jodok” e il nonno diventò silenzioso e triste e poi si scusò.

Allora io mi infuriai – era la prima volta di cui mi ricordi ancora – e gridai: “Se io avessi uno zio Jodok non parlerei più di nient’altro!”

E se mio nonno avesse fatto così forse sarebbe diventato più vecchio, e io avrei ancora oggi un nonno, e andremmo molto d’accordo.


Il Jodok è molto Jodok! –> Il libro è molto bello!

Continuate la lettura,  #comprateilibro

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4 thoughts on “Estratto #1: Jodok dice di salutarvi.

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